La Primavera

In giornate come queste, ti vorrei qui.

Con me.

Giornate assolate, vive, gioiose. Ti sento nella primavera; è orrendo sentire l’aria che si riscalda, il sole risplendere, le rondini cantare, i colori manifestarsi nella loro allegria, i profumi inondare le strade. Anche le persone sembrano acquistare un fascino particolare, appaiono più contente, più colorate in volto, vispe, speranzose, piene di vita. Tutto vive ed ogni elemento del mondo sembra avere un posto definito occupandolo con manifesta grazia ed orgoglio e tu non ci sei.

Tutta questa magia nell’atmosfera sembra incastrata da un velo invisibile che non le permette di realizzarsi nel suo essere pieno. Resta lì pacata, monca. Ogni passo in questo paesaggio si fa pesante e nello stesso momento vuole compiersi con energia terminando presto questo scempio. Non posso attraversare questa strada senza te, questo mondo così vivo con la tua morte. Ecco questa parola fa svanire tutto ciò che ho intorno, è tutto sprecato, sembra quasi mancare la ninfa vitale alla stessa vita. Ed io ti sento nell’aria. Sei il profumo della signora che incrocio la mattina andando a lavoro: mi ipnotizza la sua scia ed il mare di ricordi che smuove quell’odore è incredibile cosa possa smuovere in me. Ti sento quando quel profumo maschile dell’edicolante mi scuote urtando la mia anima, mi entra dentro, mi pugnala, mi combatte ostinatamente lasciandomi senza respiro e tutto ciò lo fa quell’odore. Sei con me quando la mattina dopo il caffè mangio una halls, proprio come facevi tu; ha un retrogusto orrendo ma mi piace sentire quel sapore. E quando passo davanti al forno mi piace mangiare con la fantasia il cornetto che mangia quel signore ogni giorno prima di andare a lavoro, avremmo potuto farlo io e te con un bel caffè. Adoro l’odore del giornale quando lo sfoglio ed immagino che l’avresti voluto leggere la mattina e saresti stato orgoglioso che lo comprassi anche io. Quando esco di casa amo sentire quell’aria sulla pelle, quel profumo di primavera, quel sole che anima un giorno anonimo, e vedo i tuoi occhi che volti al cielo si chiudono per permettere a quel calore di inondare tutto il tuo viso senza ostacoli; vedo le tue gote rosse di primo mattino e la tua fronte arricciata distendersi baciata dai raggi del sole. mi piace sentire il profumo del mare e vederti mentre mi accompagnavi a scuola. Sento anche l’aria nella mia stanza quando mi sveglio la mattina, e l’odore è lo stesso di quando la mattina venivo a svegliarti a letto.

Il resto lo immagino. Ti vedo a prendere con me il caffè; ti vedo salutare il vigile della mia scuola, avresti sicuramente fatto amicizia con lui. Ti vedo la mattina salutare ogni persona incontri lungo la strada con influenzante allegria. Parlare di politica, sport, dragaggio del fiume; sicuramente avresti concluso il discorso concludendo che in fondo, qualsiasi cosa succeda, la vita è bella e bisogna esserne fieri. Ti vedo la mattina fare il segno della croce con me in macchina augurandomi buona giornata; pregavamo insieme prima di entrare a scuola lo ricordi? Ci tenevi tanto non dimenticassi l’eterno riposo da dedicare alle persone che non c’erano più. Dicevi che se ne dovevano dire almeno tre… lo faccio ancora e questa volta ne dico anche quattro!

E poi ti vedo come oggi pomeriggio in alcune persone. Ti immagino e ti vedo lì davanti a me quando un signore dai capelli brizzolati, con gli occhiali, le gote arrossate, magari la fronte corrucciata si pone davanti a me. Sarà l’età che mostrava, sarà la somiglianza spaventosa del suo volto, i capelli brizzolati, il tono forse un po’ paterno con cui si rivolgeva a me, quei ricci dietro la sua testa, il suo profilo, il sorriso… in un attimo ho vissuto sulla mia pelle uno tsunami di emozioni nell’averti lì. Era strano, tu eri come sempre, io sono cresciuta ed ero completamente diversa. Quest’onda distruttiva mi ha invasa, una sensazione che ho provato altre volte, sentirmi allo scoperto, perdere la difesa costantemente alta nei confronti del mondo degli altri. Sarei scoppiata a piangere, altri due sguardi, altri istanti fissi su quei colori di cappelli, i tuoi capelli e sarei scoppiata. Cercavo di non guardare ma quella sensazione di nudità, di imbarazzo, di disorientamento non mi abbandonava. È stata dura tornare alla realtà ed ancora una volta sorridere. Non eri tu. Non sei più tu. Non posso cercarti invano, non potrò più trovarti su questa Terra almeno!

Hamaika

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