Hai presente quando ti senti nel posto giusto e basti a te stesso?

Hai presente quando ti senti nel posto giusto e basti a te stesso?

Bisognerebbe trovare il modo di registrare quella sensazione perché difficilmente poi nella vita ci si ricorda come ci si sente comodi dentro, senza vestire l’anima. Sarebbe un modo per trarne della forza quando, ahimè, indeboliti dagli eventi, si dimentica il resto. Come quando con la calura estiva, sudato, stanco, esanime ti butti in mare, libero, fresco, rinascendo un po’. L’acqua lava la tua stanchezza e toglie via per un momento i pesi esterni, riesci a galleggiare un po’ senza sentire quella sensazione che ti toglie il fiato, quando sei fuori.

Per un momento non esiste tutto il resto, sei in apnea ma respiri di più, incredibilmente, ti senti vivo trattenendo il fiato.

E quando ti tuffi e in un istante non senti più niente se non il rumore del mare, ma non quello di superficie, quello interno. Nessun brusio, nessuna parola di troppo, nessuna risata prepotente e stonata, nessun commento. La natura ha questo potere: è disponibile in qualsiasi momento per tutti e si mette a disposizione senza limiti, senza dosare la sua bellezza, abbondante e generosa si dona gratuitamente senza chiedere nulla in cambio. E tu sei lì che ne approfitti, violentandola, abusando magari di lei, prendendone quanto al momento necessiti senza preoccuparti delle conseguenze. Lei ti sconvolge e lo fa in silenzio. Amore è donare quello che non si ha a qualcuno che non lo vuole diceva Lacan. In un certo senso la natura ci ama. Non sa di avere quello che poi arriva dritto nella nostra anima. È questa la sua grandezza, la sua immensità, il suo potere. Ci sconvolge e ci porta lontano da noi, senza che lo chiediamo, senza che lo vogliamo, senza che lo sappiamo. Riceviamo ciò che non pensavamo ci servisse, non conoscendone il potere, bastavamo a noi stessi erroneamente, quanto avremmo perso senza ricevere questo dono?

Una volta vissuta questa sensazione non sei più lo stesso, manchi a te stesso, quel te stesso che è nato per la prima volta in quel momento. La tua vecchia identità non si sta più bene, non si abbina più al tuo sguardo che ha visto un’anima diversa, sincera, libera e felice. Sì felice e non serena. Perché la felicità esiste. Io lo so perché lo sono stato. Ma non ho saputo registrare quel momento, non hanno ancora reso possibile la felicità a portata di mano. Ci arriveranno, anche a quella, fasulla, ingannevole, alleata bugiarda. Sapranno un giorno inventare un’applicazione, un programma o che so io, in grado di ricostruire, come in provetta, le sensazioni che ci avevano portato a sentirci così. Lo faranno incrociando gli infiniti impulsi che avevamo liberato quel giorno esatto grazie a quella persona, quell’odore, quella canzone, quelle parole….e quello sguardo. E magari riusciranno a provocare la stessa magia, lo auguro, per me.

Hai presente quando ti senti nel posto giusto e basti a te stesso?

Ecco, con lei mi sentivo così.. incredibilmente vivo, trattenendo il fiato. Lei era il posto giusto dove abitavo gratis e trovavo me stesso, bastandomi, finalmente. E per questo egoisticamente volevo farla mia, per sempre.  Io, l’eterno ragazzo abbonato a serate alcoliche, calcetto e amici avevo perso la testa. Non mi ero mai sentito così e come potevo liberarmi dal pensiero di poter perdere me stesso ora che grazie a lei mi ero davvero trovato? La volevo per sempre accanto a me, avevo deciso. Le avrei chiesto di sposarmi. Quella mattina. Dopo non aver chiuso occhio per l’emozione, ero eccitato, consapevole e felice. Avevo trovato la risposta : volevo lei, mia moglie. La guardavo mentre dormiva.. un angelo disteso proprio accanto a me. Il miracolo più grande della mia vita…anzi dell’intero universo. Chi altro avrebbe vissuto una cosa così? Nessuno, lei era mia. Solo mia. Avrei voluto dirglielo quella mattina ma non l’ho saputo fare. Avrei dovuto dirglielo prima, ma non l’ho fatto. Quella mattina era tardi. Se l’avessi detto prima..troppo presto? Forse non c’è stato il momento giusto perché non avrebbe capito. No, non avrebbe mai capito, per lei era diverso. Ma come poteva essere diverso quando mi guardava in quel modo?

-Buongiorno amore.

-Buongiorno!

-Non ho chiuso occhio stanotte..

-Dov’è la macchinetta?

-Devo dirti una cosa..

-Non la trovo.. ma non l’hai rimessa dentro la vetrina? Ho proprio bisogno di un caffè..

-Si deve essere lì guarda bene..

-Mah.. non c’è.. vado a prendere una sigaretta vedi tu se la trovi per favore.

-Trovata! Amore questa notte non ho chiuso occhio..

-Ah meno male, faccio il caffè ne ho proprio bisogno. Bella serata ieri.. non hai dormito perché siamo tornati tardi… sono solo le dieci.

-No non è per quello… si bella serata… ma tu sei più bella e lo sei sempre. Più bella di ogni cosa.

-Davide devo parlarti.

-Si dimmi. Anche io devo dirti una cosa.

-Dimmi..

-No, no…dimmi prima tu. Posso aspettare.

-Ieri sera ho rivisto Giacomo.

-Giacomo?

-Si.

-Dove?

-Alla festa… era lì quando siamo arrivati noi. Tu non lo hai visto perché era seduto dietro all’altra sala. L’ho visto quando sono andata in bagno.

-Ok. Potevi dirmelo anche ieri.

-Si.. ma poi c’era casino e…

-E?

-Davide non so come dirtelo.

-Usa le parole. Così come stai facendo. I tuoi occhi ingannano.

-Non ti amo più.

Hamaika 

 

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