La vita e la guida.

La vita e la guida: chi dà la precedenza rispettando l’altro, oltre la regola. Chi ringrazia quando ti fermi per farlo passare sulle strisce, nonostante sia un suo diritto. Chi ti mette fretta, incollato dietro per farti accelerare quando non è il momento o non ti senti. Chi sorpassa quando può farlo e non quando per passare avanti ti mette in difficoltà. Chi con prepotenza ti taglia la strada facendoti rischiare la vita. Chi ti segnala pericoli o posti di blocco, preoccupandosi per te. Chi per parcheggiare ti ‘chiude’, bloccandoti, incurante di come tu possa poi fare per ‘ri’ uscire.C’è chi, quando guida la tua macchina, ti fa sentire tranquillo. Chi mette la freccia, avvisa, per tempo, pensando a te. Chi si ferma per darti una mano quando sei in difficoltà. Da rifletterci su.

Hamaika

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10 pensieri su “La vita e la guida.

  1. Speriamo esistano ancora persone così. L’altro ieri sera ho sfiorato la rissa con un tizio del mio condominio che ha allegramente posteggiato la macchina al mio posto,perché il suo era occupato da quella dei cognati a cena da lui. Se me lo avesse chiesto io avrei ceduto il posto. Mi sono girate le scatole, odio la prepotenza e mi sono sistemata dietro bloccandolo. Alle 23.46, ha cominciato ad urlare come un pazzo dandomi della maleducata, pretendeva che scendessi in pigiama, con la pioggia a spostare la macchina. Alla fine il figlio, bravissimo ragazzo,mi ha chiesto scusa e con grande imbarazzo mi ha detto che avrebbe sistemato tutto lui. Questo gesto l’ho apprezzato molto.

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    1. Proprio così. Anche io nell’abitacolo mi sento al sicuro. Prima no, ho avuto paura di guidare. Ma a prescindere dalla guida mi piace stare in macchina, ovattata, anche ferma. Mi sento a casa, tranquilla, ho pensato a volte che addirittura potrei viverci!! C’è da dire che la macchina nuova è molto comoda! 😀 Comunque mi ha fatto riflettere questa sensazione, forse mi ricorda il grembo materno?!

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      1. Da piccola provavo la stessa sensazione… ed era la stessa di quando nel passeggino mamma mi metteva la plastica antipioggia: penso sia il fatto di poter guardare fuori, anzi immergersi nelle cose, senza però che possano toccarci!

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