Le metamorfosi.

Vorrei poter entrare nella cruna di un ago, senza essere vista.

Passare il pomeriggio fra le fughe del pavimento in sala, grigie, abbastanza strette ma comode per il mio animo.

Catapultarmi rapidamente lì in quell’angolo formato dai due battiscopa, che forma un sicuro rifugio, soprattutto in giornate affollate.

Uscire in giornate deserte, ove solo il silenzio può vedermi camminare, mi sentirei bene anche senza metamorfosi.

Vorrei essere un lillipuziano in un paese di giganti, sicura nella solitudine.

Metamorfosi in progress.

Hamaika

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13 pensieri su “Le metamorfosi.

  1. Il sogno di ridursi a una taglia minuscola, come Alice nel Paese delle Meraviglie, a volte ha davvero una grande attrattiva: anche solo per curiosità. Leggevo sopra che è comparso lo spunto della metropoli come luogo dove sentirsi invisibili: in effetti è una cosa che può capitare – vivo a Milano – ed è il paradosso della grande città: troppa gente concentrata in un solo luogo, per conoscerla e farsi conoscere da lei. A volte dà le vertigini, e non c’entra nulla col fatto che abito all’undicesimo piano…

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    1. Si lo spunto della metropoli… però da una parte la metropoli è ancora troppo affollata rispetto alla fuga di un pavimento. È una solitudine diversa. Come fosse una passiva ed una attiva in transito verso altro…

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